L’IDEA

L’idea nasce dal concetto di amore non corrisposto. Un tema che permette di trasmettere empatia tra il protagonista della storia e lo spettatore. Chi non ha fantasticato sognando ad occhi aperti un futuro con la donna o l’uomo di cui ci siamo innamorati?

Al tempo stesso conosciamo la delusione veicolata dall’illusione che ci siamo creati se l’interesse non è reciproco o l’amore non è corrisposto.

Rune e Fedora – Ai generated

Proprio questo aspetto emergerà fortemente nel finale, in un colpo di scena che apre al terzo atto e condurrà al climax. Il sentimento che prevale all’inizio è invece l’ossessione e la non accettazione di un evento naturale qual è la morte.

Rune, il protagonista, non si rassegna e persuaso da due misteriose mentori, accetta l’inaccettabile: riesumare un cadavere, quello dell’amata Fedora, per resuscitarla.

Il tema dall’ossessione per un amore non corrisposto, si svilupperà in termini di femminicidio, di violenza nei confronti della donna, ma raccontato in chiave inedita, in un’atmosfera gotica e attraverso il genere fantasy.

Rune e Fedora – Ai generated

L’originalità della storia consiste nel fatto che è al tempo stesso “classica”, da un lato quasi shakespeariana per la ricchezza di topos al suo interno, ma dove eventi e personaggi sono imprevedibili e la portano in una direzione impensabile.

Mentre si parte da un qualcosa che sembrerebbe rassicurante, qualcosa che tutti conosciamo, il finale regalerà invece allo spettatore ciò che vuole, ma non nel modo in cui se lo aspetta. Perché nel terzo atto c’è un vero ribaltamento del punto di vista da parte dello spettatore e attraverso questa nuova focale si rileggono e si giudicano le azioni e l’essere del protagonista.

Il tema predominante affrontato è attuale e delicato, quello della violenza di genere, ma ne L’Armatura del Diavolo non si perde mai di vista l’entertainment cinematografico e attraverso questo la possibilità di arrivare al grande pubblico.

La trilogia di Batman di Christopher e Jonathan Nolan insegna come grosse tematiche filosofiche quali la paura, il martirio o la caduta (“o muori da eroe, o vivi abbastanza a lungo da diventare il cattivo”), la fragilità umana, possano essere mostrate da un supereroe dei comics americani. Christopher e Jonathan Nolan non dimenticando la lezione di Sergio Leone: il cinema è un’arte popolare.

La storia esplode con il terzo atto, dove il protagonista ha portato a termine il suo obiettivo, ma assolutamente nulla è come è sembrato finora.

Gli eventi sono mossi dai personaggi. Seguendo il concetto delle apparenze, se i primi a comparire sono figure più di natura classica (Zaira è una Madre Natura, Alma e Cornelia sono le due mentori streghe che accendono la miccia per lo sviluppo di tutta la vicenda, Olmo è l’aiutante) poi cresce l’imprevedibile. Olmo stesso, in una scena ambientata in una locanda mentre conversa con Rune, il protagonista, cambia atteggiamento: ha il sospetto che Rune stia commettendo qualcosa di impensabile e decide che da quel momento in poi non sarà più suo complice.

Sebastiano – Ai generated

Siamo nel punto centrale della storia. Folco e Sebastiano sono due giovani le cui azioni si intrecciano con gli eventi di Rune e sembrano scambiarsi le parti ed i ruoli da interpretare come se fossero due attori. Così l’uno compie qualcosa che lo spettatore non si sarebbe mai aspettato e viceversa.

Zaira non è Madre Natura, se non nella visione idealizzata da Rune. Perché è Rune ad aver mitizzato tutto e tutti nella sua mente ed è così, attraverso le sue azioni e il suo punto di vista, che lo spettatore ha sempre vissuto l’intera storia. Fino ad un certo punto. Fino al punto in cui Rune riesce nel suo obiettivo: resuscitare l’amata Fedora. Tutto bene quindi? No, perché solo in questo momento si scoprirà chi è veramente Fedora e di conseguenza chi è Rune.