John Byron non è solo un ricco collezionista; è l’incarnazione di tutto ciò che Rune non sarà mai. È sicuro, posato, legittimo. Se Rune è il caos e l’ossessione sporca, Byron è l’ordine e la bellezza, anche nella morte. In vita, possiede un carisma silenzioso, quasi annoiato, tipico di chi ha visto tutto e possiede tutto, inclusa Fedora. Non percepisce Rune come una minaccia, ma come un curioso insetto.

Questo sarà il suo errore fatale. Nella morte, Byron perde la parola ma guadagna una potenza mitologica. Non è uno zombie: è una divinità vendicativa. Il suo ritorno non è mostruoso nel senso classico, è solenne. Lui è la “Legge del Tre” che torna a riscuotere il debito.
Non ha bisogno di urlare per farsi ascoltare: il suo silenzio è più forte di un grido.
È il compagno di Fedora e Rune non si fa scrupoli ad avvelenarlo come se fosse l’unico ostacolo per averla.
