Olmo è il custode di ciò che il mondo ha dimenticato, l’uomo che detiene le chiavi della Wunderkammer e i segreti che essa respira. Quando intercetta Rune e il suo forziere, agisce per un impulso che mescola l’altruismo al gioco, offrendogli rifugio.

Francisco Goya – Autorretrato, 1815
Eppure, sotto il velo della simpatia e dello spirito comico che alleggerisce l’ombra di Rune, batte il cuore di un uomo onesto. Olmo non è un semplice spettatore: la sua saggezza è una bussola che non ammette deviazioni morali. Quando percepisce che l’ossessione di Rune si intreccia con le trame oscure di Alma e Cornelia, la sua benevolenza si trasforma in un distacco netto. Non teme il dramma, ma rifiuta la corruzione dell’anima.
Olmo è il ponte tra l’assurdo e la realtà, un personaggio che prende sul serio l’oscurità pur rifiutando di lasciarsene inghiottire. La sua onestà è il limite invalicabile oltre il quale Rune deve procedere da solo: è il monito vivente che persino nella stanza delle meraviglie esiste un confine tra la curiosità e il sacrilegio. Quando la strada cessa di essere limpida, Olmo si ritrae nel silenzio, lasciando che il destino compia il suo corso naturale.
