Mentre uno scrive si immagina di ambientare il proprio film in luoghi che conosce bene, al fine di narrare in modo coerente e realistico, così nella prima stesura le ambientazioni erano quelle Marchigiane, tra i boschi e le scogliere a picco sul mare.
Fiorenzuola di Focara, nel Pesarese, ha una spiaggia incontaminata su cui il mare deposita migliaia di tronchi levigati e le persone coraggiose che decidono di avventurarsi per il ripido sentiero spesso costruiscono capanne di alta ingegneria con legni di recupero, reti di pescatori e tutto ciò che la spiaggia ha da offrire. È l’unico modo per ripararsi dal sole cocente senza dover trasportare pesi su per le faticose salite del ritorno.
Quella doveva essere l’ambientazione dei luoghi della ricerca, dell’incontro tra Rune e Sebastiano… ma di questo parleremo anche più avanti.
Ma che succede se all’improvviso si va a fare un sopralluogo in Friuli Venezia Giulia e ci si innamora di quei luoghi?
Semplice! Si riscrive tutta la sceneggiatura trasportando i luoghi di mare in altre ambientazioni acquatiche… e così la nostra spiaggia è diventata il letto di ghiaia del fiume, le nostre scogliere sono diventate le gole delle grotte e l’acqua non è più quella marina ma è diventata quella dolce del Lago. Un colore estasiante che ci ha completamente catturati!
Tutta la storia ha acquisito toni più nordici, così le ambientazioni quasi alpine dell’entroterra del Friuli Venezia Giulia sapranno dare quel tocco di realismo ancor più magico al film!
